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Traumi alla dentizione decidua

E’ importante nel campo dei traumi sia alla dentizione permanente ed ancora di più a quella decidua un ottimo approccio psicologico al piccolo paziente traumatizzato ed anche ai genitori che spesso sono in stato ansioso.
Bisogna fare comprendere in tempi rapidi ma infondendo fiducia e rassicurazione sia il concetto di urgenza che quello di una corretta prognosi, onde avere poi la massima collaborazione.
Di qui l’importanza anche della perfetta organizzazione dei centri dentali, sia pubblici che privati.
Va sottolineato e messa in evidenza l’importanza di una anamnesi attenta in caso di trauma.

A volte il paziente ed i suoi genitori non dicono la verità soprattutto in caso di maltrattamenti di bambini. Occorre tenere sovente in considerazione la possibilità della“ Sindrome del bambino picchiato” e ricercare segni di abrasioni o segni inconfondibili di percosse (ad esempio spogliando il bambino). Anche in Italia questa sindrome è in netto aumento e presenta molti aspetti legati a problemi socio familiari che si sono evidenziati drammaticamente negli ultimi tempi.
E’ opportuno pertanto in questi casi contattare il pediatra onde eseguire rx estese ad altri distretti per mettere in evidenza fratture che sono guarite nel tempo.
Occorre cioè chiarire accuratamente il meccanismo causa effetto nei traumi più gravi per non trascurare la possibilità di maltrattamenti sospettabili quando non c’e la corrispondenza tra la dinamica dell’evento e l’obiettività delle lesioni prodotte.
I traumi dentali sia in dentizione decidua che permanente si dividono in : Traumi ai tessuti duri ed ai tessuti di sostegno. Il Professor Damaso Caprioglio coi sui figli Claudia e Alberto, hanno pubblicato un libro esclusivamente dedicato ai traumi ala dentizione decidua.

TRAUMI AI TESSUTI DURI

La classificazione seguita è quella proposta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed accettata dalla IADT (International Associazion On Dental Traumatology) della quale il prof. Damaso Caprioglio è stato presidente mondiale nel 1996

INFRAZIONE DELLA CORONA DENTALE

Trattasi di frattura incompleta dello smalto senza perdita di sostanza dentale; sono ben visibili con una sorgente luminosa posta dietro al dente.
Anche questi traumi che possono a prima vista sembrare insignificanti vanno seguiti nel tempo con controlli periodici trimestrali della vitalità pulpare.
Vi è infatti pericolo di lesioni e necrosi a distanza, con discromie, ascessi e possibili successivi danni ai denti permanenti sottostanti in formazione.
E’ infatti più facile avere danni pulpari con le infrazioni che non nei denti fratturati perchè il trauma viene ammortizzato dalle parti dure del dente e dall’osso alveolare provocando quindi danni alla polpa dentale che risulta essere la parte più debole.

FRATTURA DELLA CORONA DENTALE NON COMPLICATA

Limitata allo smalto ed alla dentina , senza esposizione della polpa.
Facile da diagnosticare.
Se la frattura è minima si può levigare con dischetti abrasivi.
Se più estesa si può procedere alla detersione dei tubuli dentinali ed alla ricostruzione del dente con composito, subito o a distanza di pochi giorni.
Controlli ogni sei mesi, rare le necrosi pulpari, le discromie e/o ascessi.

FRATTURA DELLA CORONA DENTALE COMPLICATA

Interessante lo smalto e la dentina e con esposizione pulpare.
Con polpa vitale si ha notevole sensibilità già alla masticazione e piccole emorragie pulpari, o polpa ipertrofica.
L’esame rx permetterà di escludere fratture radicolari e indicare la lunghezza della radice.
E’ preferibile eseguire terapia pulpare nei decidui previo adatto approccio psicologico; si esegue anestesia locale e poi si procede alla rimozione del tessuto pulpare, seguita da medicazione o se possibile otturazione del canale pulpare con materiale riassorbibile e ricostruzione del dente in una o due sedute.
In alcuni casi è possibile eseguire una terapia parziale pulpare. Controlli rx dopo 6 mesi e poi controlli annuali fino alla permuta dentale.

LASER E TRAUMATOLOGIA DENTALE in DENTIZIONE DECIDUA

L'uso del Laser ha semplificato e reso ancora più sicuri i risultati finali nei traumi dentali ai denti decidui. (Vedi Laser in odontoiatria)

FRATTURE RADICOLARI

Solamente l’esame radiografico permette una diagnosi esatta. Se il paziente è lontano dal periodo di permuta è sempre consigliabile il recupero del dente.
La terapia più sicura è l’immobilizzazione dei due monconi ottenibile con una fissazione ortodontica per circa 2 – 3 mesi o con uno splint con composito.
Se eseguita a poca distanza dal trauma ( 2-24 ore) vi è una notevole possibiltà di guarigione non solo con riattacco dei due monconi ma col mantenimento della vitalità pulpare.
Ciò facilita poi una durata normale del deciduo ed una permuta senza lesioni al dente permanente molti anni dopo.
In caso contrario è preferibile eseguire anche la terapia pulpare, limitata al frammento più coronale. Controllo con rx dopo 6-12 mesi e poi controlli fino alla permuta.

TRAUMI AI TESSUTI DI SOSTEGNO

Concussione - Lesione alla struttura di supporto del dente con spiccata reazione alla percussione, senza dislocamento del dente.
L’esame rx è negativo per lesioni alla radice.
In genere nessuna terapia ma controlli periodici ogni 6 mesi della vitalità pulpare e di eventuali discromie ed ascessi.

LUSSAZIONI ESTRUSIVE

Dislocazione del dente dal suo alveolo verso l’esterno.
L’esame rx permette di valutare l’entità dello spostamento.
Purtroppo tutti i tipi di lussazione hanno sempre concomitanti danni oltrechè al legamento periodontale anche al tessuto pulpare .Se il paziente è ancora lontano dalla permuta e il tempo intercorso dal trauma è breve ( 1 h – 24 h) è possibile riposizionare il dente lussato nel suo alveolo ed eseguire una fissazione ortodontica o con materiale composito, lasciata in situ per 2-4 settimane- Eseguire poi rx dopo 2 – 6 – 12 mesi e poi controlli annuali fino alla permuta. Sovente si deve procedere nel tempo a terapia pulpare.
In caso di lussazione estrusiva grave è preferibile procedere all’estrazione del o dei denti decidui ed eventualmente sostituirli poi con delle protesi rimovibili e controlli regolari fino alla permuta. In alcuni casi si presentano solo come sublussazioni cioè il dente si presenta mobile ma non dislocato con modesto sanguinamento presente dal solco gengivale.

LUSSAZIONI INTRUSIVE

Dislocazione del dente verso l’interno dell’alveolo.
Possono essere coinvolti uno o più denti (quasi sempre gli incisivi decidui superiori) e “scomparire” anche completamente all’interno dell’alveolo.
E’ pertanto sempre assolutamente necessaria una radiografia che stabilisca la posizione col rispettivo dente permanente in formazione, il tipo di dislocazione e se vi sono concomitanti fratture radicolari.
E' fondamentale escludere l’avulsione del dente.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi la terapia è di attendere una rieruzione spontanea del dente che può iniziare già pochi giorni dopo il trauma e completarsi nel volgere di alcune settimane anche se vi sono casi con eruzione più tardiva. E’ importante una accurata disinfezione, attuare manovre corrette ed avere una dieta morbida per 7 – 10 giorni, permettendo poi a distanza di anni una permuta normale e fisiologica dei denti permanenti.
Seguire periodicamente con rx, fotografie, buona disinfezione, igiene e controlli della vitalità pulpare anche per intercettare al momento della permuta danni ai denti permanenti corrispettivi, soprattutto nei casi di intrusione complete e gravi, quali malformazioni o malposizioni.

EXARTICOLAZIONE O AVULSIONE (perdita totale del dente deciduo)

Perdita totale del dente per la sua completa dislocazione fuori dall’alveolo.
L’esame rx serve per il controllo di concomitanti lesioni alla corticale ossea alveolare e per escludere una lussazione intrusiva totale.
Solitamente se il tempo intercorso dal trauma è breve (1 – 2 ore), se il dente è ben conservato in soluzione isotonica ( soluzione fisiologica) latte o saliva e lontano dal periodo di permuta presso centri ben attrezzati è possibile procedere al reimpianto quasi sempre vitale del dente avulso e tenuto in sede con una adatta fissazione (splint ortodontico). (t158 - t159 -t160 - t161)
Controlli rx dopo 2-3 settimane, rimozione dello splint e controlli clinici e radiografici periodici fino alla permuta.
Negli altri casi è preferibile lasciare guarire la zona alveolare e applicare poi delle protesi rimovibili (specialmente in caso di perdita multipla) modificandole e riadattandole via via nel tempo fino alla permuta

DANNI AI DENTI PERMANENTI A SEGUITO DI TRAUMI AI DENTI DECIDUI

Data lo stretto rapporto fra le radici dei denti decidui e i denti permanenti in via di formazione all'interno dell'osso mascellare o mandibolare, molti traumi dentali, specialmete le lussazioni intrusive possono creare danni ai denti permanenti

Nelle lussazioni sia estrusive che intrusive e nelle exarticolazioni si possono verificare danni postumi di varia gravità ai denti permanenti.
Tra i più frequenti sono da segnalare :

  1. macchie a livello della corona dentale, curabili con la laser terapia.
  2. ipoplasia di smalto e dentina, curabile con adatte ricostruzioni in composito.
  3. eruzione fuori sede, curabile con terapia ortodontica.
  4. malformazioni del germe dentale (inginocchiamento o dilacerazione), sovente è necessaria l’estrazione
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